Enormi quantità di dati e creatività possono andare d’accordo? Big data è il nome con cui si designano ingenti insiemi di dati digitali, strutturati e non. La creatività è la capacità di creare con la fantasia.

Il mondo è inondato di dati, che sono destinati a crescere esponenzialmente in un prossimo futuro. Qualcuno ipotizza che proprio i Big data equivalgano a una nuova rivoluzione industriale.

Man mano che le risorse hardware e software si evolveranno e saranno in grado di stoccare e gestire meglio le dimensioni e la complessità dei dati, cresceranno i vantaggi che le aziende ne potranno trarre.

L’uso efficace di questa marea di informazioni può apportare vantaggi in termini di profitto ed espandere l’offerta di prodotti e servizi, anche e soprattutto quelli legati al design.

 

Design della comunicazione e Big data, un connubio auspicabile

Il fattore cruciale per questa ‘rivoluzione’ è considerare i dati come risorsa su cui costruire nuovi modelli operativi.

Anche nel mondo del design c’è sempre più interesse a utilizzare i Big data per incorporarli nel processo di progettazione. Il lavoro sui dati può diventare esso stesso un atto di creatività.

 

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Nelle grandi aziende i designer già collaborano con i Data Scientist, ma non tutte le organizzazioni hanno risorse così ampie da poter affiancare un simile professionista.

Eppure, trovare i dati e saperli interpretare sarebbe utile per ottenere le risposte alle domande che avviano il processo progettuale, soprattutto nell’ambito della comunicazione.

Sembrano due mondi separati, ma lo sono solo in apparenza: la progettazione di un contenuto nel campo della comunicazione e della pubblicità parte dalla definizione di un problema, un bisogno da soddisfare, di un pubblico specifico da raggiungere. 

La prima fase del lavoro di un Communication Designer consiste quindi nell’indagare sugli utenti e sulle loro esigenze specifiche. I Big data sono una risorsa perfetta per far evolvere il problema e lo spazio del design. Per un approfondimento sul corso, leggi anche l'articolo "Communication design: quali sono le materie di studio del corso".

 

Communication design e la personalizzazione della comunicazione

Peter Morville, fondatore della società Semantic Studios, che si occupa di architettura dell'informazione ed esperienza utente, nel 2005 sosteneva che ‘ciò che troviamo cambia chi diventiamo’.

Nel 2021, in un ambiente informativo in cui le iniziative di comunicazione, pubblicità e marketing non si contano e i media a disposizione si moltiplicano, questa citazione potrebbe essere aggiornata così: ‘ciò che ci trova cambia chi diventiamo’.

In questo cambio di soggetto è riassunto il fulcro della rivoluzione nella comunicazione digitale.

Per dialogare con il pubblico, bisogna raggiungerlo dove si trova, nel momento in cui è disposto a ricevere il messaggio, o meglio ancora ne ha bisogno, nel modo più adatto per lui.

Per fare questo sfruttando le opportunità dei media digitali, vengono in aiuto dei Communication designer proprio i Big data, oltre naturalmente la creatività.

Come le aziende, per restare competitive, dovranno diventare data driven, cioè prendere decisioni basate sui dati e fondare su queste il proprio vantaggio competitivo, così i professionisti della comunicazione dovranno integrare nei loro curricula una preparazione specifica sui Big data.

 

Networking al servizio dei designer della comunicazione 

Dopo aver indagato lo spazio di un problema grazie ai Big data, e aver esplorato le varie soluzioni con lo strumento principe della creatività, il Communication designer deve possedere e avere affinato una delle più importanti competenze trasversali: la capacità di coltivare e intrattenere relazioni di valore.

Nel mondo digitale, dove ogni barriera può essere abbattuta e tutti possono essere raggiungibili ovunque e in qualunque momento, avere un proprio network è fondamentale. 

Il networking significa creare e gestire rapporti di relazione e scambio in modo consapevole e organizzato.

Se si tratta di veicolare un messaggio, fare networking significa cogliere le opportunità di distribuire capillarmente il proprio contenuto al pubblico che si desidera raggiungere.

Una rete si crea quando alla base c’è uno scambio reciproco, centrato sulle persone. 

Un designer della comunicazione, infatti, oggi non può lavorare da solo nel suo studio come un artista appartato, lavora invece nella relazione con gli altri, perché sono le persone che hanno in mano il futuro di… tutto!

 

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